Architecture: Memory and Tribute. Spaces for the Memory, Truth and Non-Repetition of Human Barbarism in Times of Peace
Main Article Content
Abstract
La pace ... E 'qualcosa che viene negoziato? Non è una condizione adeguata dell'uomo e della sua essenza come un individuo e della sua convivenza con la comunità che tende a un ottimo rapporto tra individui che professano diverse forme ideologiche del pensiero privo di parzialità e attaccamenti particolari, non consiste, per definizione, di uno stato di diritto e di dovere personale e collettivo che, secondo molte fonti, deriva da una situazione di calma e tranquillità?
L'etimologia di questa parola di tre lettere, dal PAX latina, che è considerato come "La pace si riferisce ad uno stato di tranquillità e sicurezza ... di armonia che è privo di guerre, conflitti e battute d'arresto, tutti noi vogliamo vivere nel nostro paese e dentro di noi ... la pace è universalmente desiderabile e sappiamo che per mantenere è necessario essere tolleranti ed aperti al dialogo, indipendentemente dei nostri valori culturali. "
Il seguente articolo è un'analisi storiografica della capacità creativa e distruttiva degli esseri umani e come l'architettura e l'arte sono un mezzo di sostegno che onorifica alla vittima, senza esaltare il vittimario permettendo al luogo dove non c'era la pace e c'é stato il conflitto, su un evento del genere, dare alla comunità una memoria eppure individuale ed evitare cosí che il cittadino, alla fine, non possa evitare dimenticare, rivendicare alla vittima e tendere a non ripetere mai più un atto di violenza che inquadra e taglia nel caso peggiore impossibile da riparare, ma almeno attraverso l'arte, l'architettura e il design possono essere esaltati eternamente nella generazione di spazi architettonici pubblici in cui convergono arte, design e architettura.
Downloads
Article Details

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.
CC Reconocimiento-NoComercial-SinObrasDerivadas 4.0